Da Febbraio 6, 2026 a Febbraio 8, 2026

Artefiera Bologna 2026

ARTE FIERA
6-8 febbraio 2026
PAD26 A06
PAD25 B35 (prospettiva)

Mazzoleni, nel suo quarantesimo anno di attività, torna ad Artefiera Bologna, una fiera che ha sempre occupato un ruolo centrale nel programma espositivo della galleria grazie alla sua vocazione di crocevia privilegiato del collezionismo italiano. Per questa edizione, la galleria presenta un percorso che mette in dialogo i maestri del dopoguerra, fulcro storico dell’identità di Mazzoleni, con alcune delle più incisive ricerche contemporanee che la galleria ha sostenuto con crescente attenzione nell’ultimo decennio.

Il progetto si apre con due opere emblematiche dell’Informale italiano: un lavoro del 1958 di Tancredi Parmeggiani e una tela del 1959 di Piero Dorazio. A questi si affiancano opere di Carla Accardi, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Mario Schifano e Gianfranco Zappettini, per poi proseguire con le sculture di Salvatore Astore e Nunzio, tracciando una linea coerente attraverso le diverse declinazioni della ricerca materica e spaziale del secondo dopoguerra.

 

Gallery

Andrea Francolino, b. 1979
Vaso Infinito, 2025
Pots and terracotta fragments
42.5 x 200 cm - - 16 3/4 x 78 3/4 in
Marinella Senatore, 1977
Opera!, 2023
Collage and gold leaf on wood panel
27 x 21.5 cm each

La sezione dedicata alle voci contemporanee presenta lavori inediti di Andrea Francolino,  tra cui Vaso Infinito, realizzato in terracotta durante la residenza al Museo Carlo Zauli nel 2025, accanto alla nuova produzione di David Reimondo, Hand in progress, in ceramica smaltata, e a un ampio polittico in collage su tavola a foglia oro di Marinella Senatore.

 

Rebecca Moccia, b. 1992
Ancestors Syndrome, 2025
Coated aluminum
Variable dimensions

La galleria presenta un progetto speciale nella nuova sezione Prospettiva, a cura di Michele D’Aurizio, dedicata alle ricerche creative delle nuove generazioni. La partecipazione a Prospettiva è solo su invito, e Rebecca Moccia è stata selezionata per questa edizione.

Le opere presentate nel solo-booth appartengono a un recente corpus di lavori che prosegue la ricerca dell’artista attorno alla materialità dell’emotional distress contemporaneo.

Gallery

Ancestors Syndrome è una fusione in alluminio patinato realizzata senza formatura che prende forma da una carta geologica del Vesuvio e dal ricordo dell’ultima eruzione del vulcano nel 1944 che coinvolse la nonna dell’artista. L’opera si configura come un a rappresentazione detritica e mobile che riflette sul tramandarsi involontario di condizioni emotive, sociali e culturali. Già presentata in un differente set-up per Panorama Italics, Pozzuoli 2025, a cura di Chiara Parisi, l’opera sarà protagonista nel solo-show in programma nell’estate 2026 al Temple Bar Gallery + Studios di Dublino.

Video

Completano l’installazione a Bologna una serie di fotografie, realizzate con un’ottica anamorfica sul vulcano ripercorrendo il percorso della lava del ’44, presentate per la prima volta a Prospettiva. Questa tipologia di lente, sviluppata dapprima in ambito militare e poi cinematografico per ampliare il campo visivo umano, cattura un’elevata quantità di informazione producendo immagini compresse e distorte.

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